The Shameless – Concorso

The Shameless

Concorso

In “The Shameless”, un poliziotto si lega ad una locandiera che usa come esca per catturare un assassino. Si tratta di un elegante film noir, che deve il suo animo di inesorabile strazio alla maestrale esibizione della protagonista Jeon Do-yeon. Il timoniere Oh Seung-uk, un esperto sceneggiatore che ha contribuito alla prima Korean Wave, evoca la futile nostalgia di farabutti disadattati in un modo squallido di polizia corrotta e uomini d’affari ambigui, in uno stile ben eseguito e calibrato. Un piacere suadente, da assaporare con calma, questo lavoro raffinato dovrebbe essere ben accolto ai festival e inserirsi bene nella nicchia artistica europea.

Poliziotto imbronciato e puntualissimo, a Jung Jae-gon (Kim Nam-gil) viene affidato un semplice caso di omicidio in cui il sospetto, Park Jun-gil (Park Sung-woong), è un vagabondo senza alcuna buona intenzione, già da prima dell’omicidio. La situazione si complica, ad ogni modo, quando il precedente superiore di Jae-gon (che aveva perso il distintivo dopo un caso di corruzione) si fa vedere per chiedergli un favore. Il vice presidente della Jay Investment, che una volta aveva assunto e imbrogliato Jun-gil, vuole sfruttare la presente crisi del sospetto per sistemare vecchi rancori, e offre a Jae-gon 5000$ per sparargli nelle gambe e paralizzarlo durante l’arresto. Jae-gon cerca di metterla sul piano della morale, dicendo che la cosa che un poliziotto teme di più non è morire sul lavoro, ma “non riuscire a distinguersi dai criminali”. Ma probabilmente a causa di una riluttante deferenza nei confronti del suo ex superiore e per averlo abbandonato in passato – e anche per una sorta di pigrizia e di carattere debole – , il poliziotto accetta. Jae Gon arriva facilmente al suo primo indizio, la fidanzata di Jun-gil, Kim Hye-kyung (Jeon), e si avvicina a lei fingendo di essere il fratello a cui Jun-gil si era legato per sangue, durante un rituale in prigione.  [Segue trama…]